(Articolo tratto dalla Guida di Troja, per gentile concessione dell'autore G. Guadagno. Tutti i diritti riservati)
TROJA - ab. 7747 (31.12.1998) - Provincia: Fòggia. Regione: Puglia
Antichissimo centro apulo, dall’alto dei suoi 439 m.s.l.m., domina tutta la provicia di Foggia (Capitanata). La leggenda parla di Diomede fondatore della città. Prima della romanizzazione, AIKA (i Romani la chiameranno, poi, AECA) ebbe sviluppo socio-economico insieme con Herdoniae (l’attuale Ordona), Ausculum (Ascoli Satriano). Arpi (Fòggia), Teanum Apulum (San Paolo di Civitate).
AECA è citata da Polibio, è ricordata da Tito Livio in occasione delle Guerre Puniche. Un certo Càio Oclàzio Modesto diventa Curator Rei Publicae Aecanorum e durante l’impero di Settìmio Severo (193-211) è chiamata Colònia Augusta Apula Aecanorum.
La tradizione orale parla del passaggio di San Pietro nel 44 d. C. e che i primi vescovi furono Dinàmio (I sec.) ed Eleuterio (I-II sec.). Notizie meno incerte si hanno sul vescovo Marco (III-IV sec.), conosciuto come San Marco d’Ecana, “primo vescovo attendibile pugliese”.
Nel 663 AECA, forse, è distrutta da Costante II, imperatore d’Oriente, e i suoi abitanti errano nello stesso territorio, come pare dimostri il sarcofago longobardo-bizantino di San Secondino, conservato nel Museo Civico, rinvenuto a circa un chilometro da Troia, nella zona di espansione dell'abitato, ove oggi è la Chiesa di San Secondino.
Nel 1019 il catapano Basìlio Bojoannes fonda TROIA per farne una roccaforte bizantina da contrapporre al Papato e agli Imperatori d’Occidente “in un quadro di ripopolamento e militarizzazione della Capitanata”. Riunisce i nuclei della Terra dei Benedettini (città vecchia) e della Terra dei Basiliani (città nuova), uniti anticamente da una vecchia via, oggi chiamata Fra due Terre.
Nel 1022 sopporta per oltre tre mesi l’assedio dell’imperatore Enrico II (1002-1024) e del papa Benedetto VIII (1012-1024) e, poi, s’arrende. La Città abbandona il rito greco e abbraccia quello latino. E' nominato vescovo Oriano (1022-1028).
Della Chiesa di San Vincenzo martire e levita si hanno notizie in una pergamena del 1038.
Nel 1066 i Trojani stipulano un patto di alleanza con i Normanni, accettano la loro signoria e acclamano Roberto I, il Guiscardo, (1015-1087) “Santissimo conte di Tròia”, il quale costruisce il Castello d'Occidente. Con Roberto I, il Guiscardo, (1015-1087), Tròia diviene capitale normanna, prima città ducale e poi regia
Fonti storiche affermano che nel 1087 la Chiesa di San Basìlio magno era già eretta.
Nel 1093 Urbano II (1088-1099), il papa delle Crociate, tiene un primo concilio nella piccola e bizantina chiesa di Santa Maria. Al vescovo Girando (1088-1097) germoglia l’idea di ampliare la chiesa e commissiona l’opera alle maestranze locali. Inizia la costruzione della Cattedrale “a fundamentis fere” (quasi dalle fondamenta).
Nel 1105 è compiuta l’impresa del trafugamento da Tìbera delle ossa di tre dei cinque Santi Protettori di Troja: Sant'Eleutèrio, San Ponziano e Sant'Anastàsio. Nel 1115 si tiene il secondo concilio con papa Pasquale II (1099-1118), sotto la sapiente regia del vescovo Guglielmo II, il Normanno, (1106-1141), così pure quello del 1120 (papa Callisto II), nel 1127 (papa Onorio II).
Con la Magna Charta Libertatum, concessa da Onorio II, TROJA acquista la sua autonomia, celebrata nelle imposte bronzee della Porta della Libertà (1127) di Oderisio da Benevento.
Nel 1119 sono fuse le imposte bronzee della Porta della Prosperità, o Parta Maggiore, da Oderisio da Benevento e nel 1120 si concludono i lavori della Cattedrale.
Distrutta da Ruggero II d’Altavilla (?-1154) nel 1133, TROJA si avvia verso un periodo di serenità con Guglielmo IV (1153-1189), detto il Buono. Nel 1169 le maestranze locali realizzano l'Ambone. Col vescovo Gualtiero Paleario (o Pagliara), (1189-1201), la Chiesa Troiana riceve il Pallio arcivescovile e con la caduta in disgrazia del Paleario inizia un lento e inesorabile declino della Città.
Nel 1230 la Città è assediata da Federico II (1194-1250), che la distrugge, bandisce i Troiani per sette generazioni e compone violenti versi poetici contro di Essa.
Nel 1266 un editto di Guido Monforte riapre agli esuli troiani le porte della loro città e, nello stesso anno, una bolla di Clemente IV (?-1268) riconferma tutti i diritti patrimoniali e giurisdizionali concessi precedentemente.
Nel 1322 è costruita, accanto al Castello d'Oriente, la Chiesa di San Doménico o di San Giròlamo.
In possesso della regina Giovanna I (1306-1375), nel 1405 passa al conte Pierotto o Perrotto D’Andrea. Nel 1423 è concessa a Mùzio Atténdolo Sforza, che diventa Conte di TROIA (1369-1442). Nel 1442 la Città capitola con l’assedio d'Alfonso d’Aragona (1396-1458) e, vent’anni dopo, aiuta Ferdinando I d’Aragona (1431-1470) a sconfiggere definitivamente gli Angioini in una battaglia immortalata sulle porte bronzee del Maschio Angioino.
Nel 1493 nasce il card. Geròlamo Seripando, legato pontificio al Concilio di Trento e nel 1503 il troiano Ettore de’ Pazzis, detto Miale da Tròja, è uno dei tredici cavalieri della Disfida di Barletta.
Il re Carlo V d’Asburgo (1530-1558) le conferisce un nuovo stemma: un’anfora dalla quale fanno capolino cinque serpi. Nel 1533 è acquistata dai D’Avalos e in questo secolo sono costruiti Palazzo D’Avalos, Palazzo dei Gesuiti, il monumento sepolcrale dei Lombardo (v. Museo Diocesano), la Chiesa dell'Annunziata e la Chiesa di San Giovanni di Dio. Sono commissionati arredi sacri (v. Tesoro della Cattedrale) dai vescovi Giannozio Pandolfino (1484-1519) e dal nipote Ferrante Pandolfino (1519-1560).
Nel XVII secolo TROJA inizia a recepire la cultura post-tridentina. Sono costruiti la Chiesa e il Convento di San Bernardino da Siena, il Monastero delle Benedettine, la Chiesa di Sant'Anna e il Convento dei Cappuccini .
Con mons. Emilio Giàcomo Cavalieri (1694-176) si ha un rinnovato fervore nella fede, nella commissione di arredi sacri e nella costruzione di opere architettoniche. E' fondato il seminario (1707), ritornano i Gesuiti, sono commissionate le statue in argento dei Santi Patroni, è eretta la Chiesa di San Benedetto (1724), oggi dell’Addolorata, sono istituiti il Monastero delle Clarisse (1725), la Processione dei "Misteri" e le "Catene", è realizzato il Crocefisso ligneo miracoloso da Pietro Frasa.
Nel 1731 un violentissimo terremoto abbatte il Cappillone di Santa Lucia (poi Cappella dei Santi) e parte della navata superiore sinistra della Cattedrale.
Il vescovo Marco De Simone (1752-1777), che soffre “il mal della pietra”, fa costruire la Cappella dell’Assunta, il Palazzo Vescovile, il Campanile della Cattedrale, la Chiesa di San Giovanni Battista o al Mercato e la Chiesa di San Francesco.
Il 4 ottobre 1788 il re Ferdinando I (1751-1825) prende con la forza della polizia 81 codici diplomatici (v. Tesoro della Cattedrale) dell'XI-XII secolo, custoditi oggi nella Biblioteca Nazionale di Nàpoli.
L’8 febbraio 1799 viene piantato, sugli entusiasmi della Repubblica Napoletana, l’albero della libertà da Vincenzo Petruzzi e Luigi Giuliani, i quali dopo alcuni giorni sono uccisi.
Nel 1856 Fòggia diventa Diocesi autonoma, staccandosi da quella di Tròja e nel 1853 nasce lo statista Antonio Salandra, ministro e presidente del Consiglio dei Ministri.
Le idee socialiste sono diffuse dall’avv. Michele Maitilasso (1874-1940), deputato al Parlamento nazionale nel 1919.
Tra il 1940 e il 1970 TROJA aumenta considerevolmente il numero dei suoi abitanti per l'immigrazione proveniente dai Comuni del pre-Appennino daunio e raggiunge 11650 abitanti nel 1956.
Dopo 964 anni, nel 1986, la Diocesi di TROJA è soppressa ed è fusa con quella di Lucera.
E’ sede del Distretto Scolastico e del Distretto Sanitario.
Tratto dal CD "Guida Turistica di TROJA"
di Giovanni GUADAGNO
Edito dalla Daunia Studi 1998
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